L’ultima intervista di questa serie è dedicata a Silvia Mercuriali che ha inventato un nuovo modo di rappresentare e percorrere lo spazio teatrale. Come? Invertendo i ruoli: lo spettatore diventa il protagonista dello spettacolo.

Nei suoi progetti siamo tutti parti della messa in scena, alcune volte con la nostra stessa complicità, altre volte in maniera inconsapevole. Questo ingegnoso sistema di ribaltamento è l’autoteatro. I ruoli che vengono assegnati rileggono i grandi temi dell’esistenza: la solitudine, l’incomunicabilità, lo spaesamento…

Il doppio gioco di questo meccanismo teatrale fa emergere le tante ambiguità della nostra esistenza: siamo guidati da fili invisibili o siamo artefici delle nostre azioni? Questo dualismo nel lavoro di Silvia è ancora più evidente nella struttura dei suoi ultimi spettacoli realizzati attraverso una app che consegna delle istruzioni per aprire la porta di una nuova dimensione virtuale pur restando ancorata alla realtà.  Questo teatro “in cuffia” ha un tempismo straordinario con il periodo storico che stiamo vivendo a causa della pandemia. Infatti Silvia non ha smesso di lavorare un secondo. Volete immergervi e fuggire dentro i luoghi della sua fantasia? Prego accomodatevi: prendete il vostro cellulare, collegatelo a delle cuffiette, scaricate la app Mercurius National Ear Theatre e seguite le semplici istruzioni, et voilà! Lo spettacolo è servito!

Per leggere l’intervista a Silvia Mercuriali cliccate qui

Buona lettura!

 

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