C’è una storia molto interessante legata al mondo della comunicazione che coincide con la nascita di un sapone, quella del sapone più british del mondo, il mitico Pears

Andrew Pears  inventa nel 1807 il primo sapone trasparente, dall’inconfondibile colore giallo-ambra, caratterizzato da una particolare fragranza che ricorda i giardini inglesi. Il successo fu straordinario, tanto da ricevere la medaglia come miglior sapone alla Grande Esposizione del 1851.

Oltre a essere un prodotto innovativo, il successo è dovuto a una campagna di comunicazione estremamente nuova che lo promuove come un aiuto alla salute e alla bellezza. Il sapone Pears è il primo a usare nella sua comunicazione pubblicitaria testimonial importanti come Theophilus Redwood, professore appartenente alla Società di Farmacia e Erasmus Wilson, presidente dell’Università Reale di Chirurgia — due influencer emeriti e autorevoli che hanno aiutato a diffondere le buone proprietà del sapone per la salute ma non poteva mancare una figura femminile in grado di trasmettere il concetto di bellezza. Per questo scopo fu scelta Lillie Langtry  — conosciuta come “il giglio del Jersey” — un’attrice famosa dell’epoca, una perfetta ambasciatrice dell’eleganza e della purezza. Le campagne Pears continuano a essere innovative e rivoluzionarie: è il primo prodotto a utilizzare le opere di grandi artisti, uno fra tutti, il famoso dipinto Bolle di sapone (titolo originale A Child’s World, 1885) di Sir John Everett Millais che diventò il manifesto pubblicitario più conosciuto del paese. Alla fine dell’ ‘800 grazie a queste geniali innovazioni nella comunicazione, il sapone Pears divenne il prodotto più venduto in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Oggi, nonostante la molteplicità dei canali sui quali oggi possiamo emettere i nostri messaggi, gli ingredienti che determinano una comunicazione efficace sono ancora gli stessi? L’innovazione, la qualità di un prodotto, un testimonial autorevole o un originale contributo artistico nel confezionare la comunicazione, sono ancora i fondamentali per rappresentare un prodotto, un servizio o un evento? Rispetto alla fine dell’800 i media sono così tanti e sofisticati da permetterci di identificare chi è il nostro pubblico di riferimento. La profilazione digitale è diventata il primo ingrediente per comunicare in maniera diretta e mai come adesso è importante creare un nuovo rapporto con il pubblico, per ascoltarlo, per sapere cosa desidera, per dargli una voce. Ma è davvero così democratica la comunicazione? Le aziende, le istituzioni, i leader politici capiscono veramente i nostri desideri? Oppure siamo in balia di influenze sovrane? A voi l’ardua sentenza…

foto Alexander Dummer / Unsplash
Back To Top
Contatti

info@paolalambardi.it

Via Friuli 88

20135 Milano

Telefono +39 339 6727988

Partita Iva 03716130103

 

Social